
Prima puntata della nuova serie delle invasioni barbariche...si riparte per 8 settimane,purtroppo non 12 come le altre edizioni...
e si riparte con un telegattone in mano!! E vaiiii...!!Daria ha fatto prendere il primo telegatto a la7,complimenti!
Allora che ne dite di questo ritorno?Commentiamo ospiti, talk e qualsiasi cosa vogliate su Darietta...!!!
ecco una intervista alla stampa...carina!:
Daria Bignardi «Sono antipatica e urticante il gioco è questo anche i politici lo accettano»
E' vero, ho detto che quando mi chiamano "antipatica" lo prendo come complimento, ma era una battuta. Non credo di esserlo così tanto». Daria Bignardi, trionfatrice dei Telegatti, con le sue Invasioni barbariche fa sempre notizia. Da lei l'allora ministro Alemanno raccontò di indossare la croce celtica. Da lei Barbara Berlusconi disse di stimare Bertinotti e un po' meno Costanzo.
Quanto è importante questo Telegatto?
«Fa piacere, è un riconoscimento a una trasmissione particolare e a una rete coraggiosa».
La concorrenza non era agguerritissima, c'era solo Lucignolo. E Mentana ha ritirato Matrix.
«Della polemica di Mentana è stato discutibile il ritardo, ha esternato un mese dopo le nomination. Sul merito sono d'accordo, non ha senso escludere trasmissioni come Report o Ballarò. Ma non ne farei un dramma: i Telegatti sono un gioco, un premio popolare».
La7: terzo incomodo o rete marginale?
«Come contenuti è una rete che incide molto: Ferrara, Chiambretti, Lerner, io stessa. A livello di numeri, se paragonata a Rai e Mediaset, conta poco».
Lei ha un modo urticante di intervistare. Pare la versione cattiva di Fazio.
«E' il mio taglio. "Urticante" è un aggettivo che mi sta bene, lo sono anche nella vita di tutti i giorni. L'intervistatore deve ascoltare, ma anche ribattere colpo su colpo. All'inizio non avevo le idee chiare, anche il giochino della "pistola alla tempia" è venuto dopo. Ora tutto ha una sua identità».
Con «Le invasioni barbariche» ha voluto zittire chi ancora non le perdona Il «Grande Fratello»?
«Non mi pento di nulla, anzi. Il Grande Fratello, nel 2000, era alla sua prima edizione: rivisto oggi, sembra girato 100 anni fa. Era tutto più naïf. Ora di reality ce ne sono molti, non tutti belli, ma non li demonizzo».
Suo marito, Luca Sofri, le ha dedicato l'ultimo libro e ha esortato i navigatori del suo blog a votarla.
«L'invito a votarmi era un gioco. Luca è una presenza decisiva nella mia vita. Fare lo stesso lavoro non ci crea problemi, anche se abbiamo gusti diversi quasi su tutto».
Perché interruppe Loredana Bertè mentre raccontava di una visita alla Casa Bianca con Borg, in cui vide Bush e Bin Laden?
«Loredana ha un carattere forte, ma con me fu molto carina. La interruppi su Bin Laden perché mi dette la sensazione di incartarsi, temevo andasse nel pallone. E onestamente non credo che avrebbe fornito novità sconcertanti sul terrorismo».
Da lei vengono politici di destra e di sinistra. Chi sta più al gioco?
«Chiunque accetta il mio invito, sa cosa aspettarsi. Nessuno ha mai posto condizioni».
Giochino della pistola: De André o Gaber? Luttazzi o Littizzetto?
«E' un gioco più facile da fare che da che subire. Si rischia di essere ineleganti».
Non sia politicamente corretta.
«Gaber è immenso, ma costretta a forza dico De André. Daniele mi piace, ma Luciana è un'amica e ha un tipo di comicità irresistibile per le ragazze come me».
Davvero è diventata telegiornalista per caso?
«Fu "colpa" di Gianni Riotta: mi consigliò a Giovanni Minoli, che cercava volti nuovi. Il giornalismo era il mio sogno, la tv no. Non sarò mai un animale televisivo, ho ancora troppi dubbi».
Paola Cortellesi, sua imitatrice, la tratteggiava come una virago sadomaso. Nei forum sul web è ritenuta l'immagine tipo della donna sexy e dominante. Ci gioca o è davvero femme fatale?
«Se quelli che mi ritengono sexy e sadica mi vedessero nella vita di tutti i giorni, non avrebbero di me la stessa "stima erotica". Mi lusinga però che in tv passi questa immagine, che non è poi così distante da me. Chi fa un programma deve avere la vocazione del leader. Sono un po' prepotente, mi piace comandare: non sono facile».